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Germania, chiesto stop alle castrazioni per chi commette reati sessuali

In Germania chi commette gravi reati sessuali, se sussiste il rischio di recidiva, viene castrato… non “chimicamente”, ma chirurgicamente; una pratica che l’Europa ha chiesto di fermare.

In Italia invece, grazie alla recente sentenza della cassazione, per gli “stupratori di gruppo” non è più obbligatoria la custodia cautelare in carcere… che differenza eh?

—Niente più castrazione chirurgica in Germania nei confronti dei condannati per reati sessuali. Questa la richiesta del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa, esposta nel rapporto sulla visita condotta nel paese alla fine del 2010. In Europa, soltanto la Germania (in virtà di una legge del 1969) e la Repubblica Ceca puniscono i reati sessuali con la castrazione.
Stando ad alcune stime non ufficiali, negli ultimi dieci anni, in Geramania, le castrazioni sono state meno di cinque all’anno. Il Cpt ha così espresso la sua “fondamentale obiezione all’uso della castrazione come metodo di cura per i condannati per reati sessuali” sottolineando come questa pratica possa essere “facilmente considerata un trattamento degradante e quindi una violazione della Convenzione europea dei diritti umani”.
Gli effetti irreversibili della castrazione, secondo il Cpt, sono “incompatibili rispetto agli standard internazionali” riconosciuti per la cura e il trattamento di chi compie reati sessuali. Tra l’altro, nel rapporto, vengono espressi seri dubbi sul fatto che i condannati siano veramente liberi di dare il loro consenso a questa pratica, visto che l’altra alternativa è il carcere a vita.