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Chiamatelo Oscar!

Riporto parte dell’intervista a Oscar Giannino su Libero

Ha offerto un posto anche a te?
“Mai. Comunque, non l’avrei accettato. Berlusconi mi tagliò la testa, quando in Rai conducevo “Batti e ribatti”, e mi spiegò anche perché. Disse che insistevo troppo col taglio delle tasse e lui non poteva farlo così, che avrei dovuto andarci più piano”.
Anche adesso tutti promettono di tagliare le tasse… Ma è possibile, col fiscal compact che ci obbliga al pareggio di bilancio?
“Ci sono tre strategie per rispettare il fiscal compact.  Quella di Tremonti e Monti l’abbiamo sperimentata: aumentare la leva fiscale fino a incassare 5-6 punti di quanto lo Stato spende e diminuire così il debito. Ma come si è visto porta decrescita quindi disoccupazione e povertà. La sinistra invece pensa a questo tipo di patrimoniale: raggruppare gli italiani in diverse fasce di censo, facile visto che di noi ormai lo Stato conosce tutto, quindi obbligarci a comprare titoli di debito pubblico in proporzione alla nostra ricchezza. Questo si chiama esproprio e inviterei gli italiani a bruciare in strada le cartelle del Fisco che li obbligassero a comprare debito pubblico. Il carcere sarebbe il minore dei mali”.
E la tua via?
“È lo Stato che deve pagare la patrimoniale. Servono 200 miliardi: 105 dalla vendita degli immobili, 15 dalle concessioni, 90 dalla cessione di società controllate. Si può fare, in cinque anni, e avanzerebbero anche quattrini. È tutto spiegato sul sito della mia lista www.fermareildeclino.it, insieme ai 10 punti del mio programma. E, a differenza di Monti e degli altri, io fornisco i numeri”.
Che ne sarà di te dopo le elezioni?
“Cercherò un editore. Qualcuno mi spieghi perché se un magistrato si candida può mettersi in aspettativa mentre io, da libero professionista, ho dovuto interrompere tutte le mie collaborazioni. Questa esperienza rischia di ridurmi sul lastrico. Ma io sono così: avevo bisogno di provare a dare una spallata, anche se sapevo di rischiare di rompermi la spalla”.

Se il vostro voto avesse una qualsiasi legittimazione avreste la speranza, votando Giannino, di vivacchiare quest’anno  senza ulteriori bastonate; ma siccome il vostro voto conta come un rifiuto solido urbano, avrete un bel governo Bersani  già precotto e confezionato nella ” Premiata Pasticcioneria Quirinale”, che metterà una bella, demagogica e inutile patrimoniale per ricchi con lo scopo di accontentare il gay pugliese che gli fa da reggipalle, e l’obbligo di comprare il debito pubblico per tentare di mettere a posto le cose. Buon accanimento della crisi!